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Landing zone: da dove si comincia
Prima o poi un solo account AWS non basta più. Cos'è una landing zone, la struttura minima da cui partire, le regole che servono dal primo giorno e gli errori che costano anni.
Quasi tutte le aziende cominciano con un solo account AWS. Va benissimo, finché non arriva una di queste frasi: “il cliente vuole vedere le evidenze per l’audit”, “chi ha cancellato quel bucket?”, “quanto spende il team B?”. A quel punto serve una landing zone, e conviene farla prima che il disordine diventi abitudine.
Cos’è, senza gergo
Una landing zone è il punto di partenza comune per tutti gli account AWS dell’azienda: come sono organizzati, chi può entrare, cosa viene registrato e quali regole valgono per tutti, sempre.
L’idea chiave è che l’account è il confine più forte che AWS ti dà. Due ambienti in account diversi non si toccano per sbaglio: un errore in sviluppo non cancella la produzione, un permesso troppo largo resta dentro il suo account, e la bolletta si legge account per account.
La struttura minima
Non servono decine di account. Si parte da questa, e si allarga quando c’è un motivo.
- OU Security
- Log ArchiveTutti i log di tutti gli account, in un posto solo e non modificabili.
- AuditChi fa sicurezza guarda tutto da qui, in sola lettura.
- OU Infrastructure
- NetworkRete condivisa: Transit Gateway, DNS, connessione con l'ufficio.
- OU Workloads
- ProdSolo produzione. Pochi accessi, tutti tracciati.
- Non-prodSviluppo e test, con le stesse regole ma meno vincoli.
- OU Sandbox
- Un account a personaPer provare. Budget basso e pulizia automatica.
| OU | A cosa serve | Regola d’oro |
|---|---|---|
| Security | Log e controlli di sicurezza di tutti | Nessuno ci lavora, si consulta |
| Infrastructure | Rete e servizi condivisi | Una sola rete, gestita da un team |
| Workloads | Le applicazioni, per ambiente | Produzione separata dal resto |
| Sandbox | Provare senza rischi | Budget basso, si svuota da sola |
L’account di management merita una nota a parte: è quello che comanda l’organizzazione, e le policy dell’organizzazione non si applicano a lui. Per questo non ci deve girare niente: solo fatturazione e gestione degli account.
Le regole che servono dal primo giorno
AWS Control Tower crea la struttura di base, gli account di Security e un insieme di controlli. I controlli sono di tre tipi: preventivi, che bloccano un’azione prima che avvenga; detective, che segnalano quando qualcosa non è conforme; proattivi, che controllano le risorse prima che vengano create.
Non bisogna attivarli tutti. All’inizio ne bastano pochi, scelti bene:
- Nessun utente IAM con password o chiavi. Si entra solo da IAM Identity Center, collegato al login aziendale. Quando una persona lascia l’azienda, perde l’accesso a tutti gli account in un colpo.
- Log che nessuno può spegnere. CloudTrail e Config attivi in ogni account, con i log copiati nell’account Log Archive. Nessuno, nemmeno un amministratore di un account, può disattivarli.
- Solo le regioni che usate. Se lavorate in Europa, le altre regioni si bloccano. Meno superficie da sorvegliare, e un modo in meno per sbagliare.
- Budget e avvisi per ogni account. Sapere entro un giorno che una sandbox sta spendendo troppo vale più di qualsiasi report di fine mese.
Come si comincia, in pratica
- Fase 1Decidere nomi, tag e OUCome si chiamano gli account, quali tag sono obbligatori (team, ambiente, centro di costo). Cambiarli dopo costa più di tutto il resto.
- Fase 2Attivare Control TowerNell'account di management, nella regione principale. Crea l'OU Security con gli account Log Archive e Audit.
- Fase 3Accessi con IAM Identity CenterCollegato al provider aziendale. Gruppi per ruolo, permessi per account. Poi si spengono gli utenti IAM.
- Fase 4Pochi guardrail, provatiRegioni, log non disattivabili, niente utenti IAM. Prima su una OU di prova, poi su tutte.
- Fase 5Account come codiceNuovi account creati con Account Factory, anche per Terraform: in mezz'ora, già con rete, log e regole.
- Fase 6Spostare i carichiUn ambiente alla volta, partendo da sviluppo. La produzione per ultima, quando tutto il resto è collaudato.
Gli errori che costano anni
- Carichi di lavoro nell’account di management. È l’unico che le policy non proteggono: va tenuto vuoto.
- Un’OU per ogni team. Le OU servono a raggruppare regole, non persone. Se due OU hanno le stesse regole, probabilmente sono una.
- Nomi e tag decisi dopo. Tutto il resto (costi, accessi, automazioni) si appoggia su di loro.
- Account creati a mano. Ogni account fatto a mano è diverso dagli altri, e la differenza si scopre durante un incidente.
Le domande per capire se vi serve adesso
- Produzione e sviluppo stanno nello stesso account?
- Qualcuno usa ancora utenti IAM con chiavi di accesso?
- Sapreste dire in un minuto quanto spende ogni team?
- Se un cliente chiede i log di accesso dell’ultimo anno, li avete, e sono integri?
Se a una di queste avete risposto male, la landing zone non è un progetto per il futuro. È il prossimo.
In breveLa decisione
- Contesto
- Un'azienda con produzione, sviluppo e prove nello stesso account AWS, accessi con utenti IAM e nessuna regola comune.
- Scelta
- Una landing zone con Control Tower e quattro OU (Security, Infrastructure, Workloads, Sandbox), accessi solo da IAM Identity Center, log centralizzati e pochi guardrail scelti bene, poi nuovi account creati come codice.
- Alternative scartate
- Restare in un account solo, separando gli ambienti con tag e permessi.
- Disegnare subito decine di OU e account, uno per ogni team e progetto.
- Quanto costa la scelta
- Control Tower non costa niente in sé, si pagano i servizi che usa (Config, CloudTrail, S3), di solito poche decine di euro al mese. Il costo vero è il lavoro iniziale e il cambio di abitudini del team.
Ti è servito? La parte migliore di un articolo è la discussione che lo segue.